B&B La Finestra sul Teatro – Agrigento

Centro storico di Agrigento

Il centro storico di Agrigento, con i suoi stretti vicoli, i suoi cortili e le sue piazzette, presenta una struttura urbana tipicamente araba fra le meglio conservate della Sicilia. Esso si sviluppa a partire dalla strada principale, Via Atenea, dalla quale si diramano una serie di strade labirintiche, che ricordano un borgo medievale. Percorrendo a piedi le strade ed i vicoli della vecchia Girgenti, si possono scoprire gli angoli caratteristici ed i monumenti più significativi, che rimandano alle complesse vicende storiche ed umane che si sono succedute nei secoli tra invasori arabi, normanni, angioni, araganesi, ecc.

La posizione centrale del B&B La Finestra sul Teatro consente di visitare a piedi il centro storico, seguendo, per esempio, l’itinerario da noi proposto.

Immagine che rappresenta la Chiesa di Santa Maria dei Greci
Chiesa di Santa Maria dei Greci

La prima tappa del nostro giro è la Chiesa di Santa Maria dei Greci, edificata sui resti di un tempio dorico, che corrisponde, probabilmente, al Tempio di Atena, costruito tra il 460 ed il 450 a.C. per volere di Terone. Le fondamenta del tempio sono state riportate alla luce grazie agli scavi effettuati negli anni e sono visibili attraverso pannelli in vetro. La parte antica del tempio può essere raggiunta scendendo una scalinata nella navata sinistra. La denominazione della chiesa deriva dal fatto che, durante la dominazione bizantina, fu cattedrale di rito greco-ortodosso. L’edificio attuale risale al XII-XIII secolo. L’entrata alla chiesa si apre su un cortile, in fondo al quale si attraversa un pregevole portale in stile gotico del secolo XIII. All’interno della chiesa, oltre ai resti del tempio greco, è possibile ammirare tracce di affreschi trecenteschi ed una splendida statua in legno, raffigurante una “Madonna col Bambino”.

Immagine che rappresenta l'interno della Biblioteca Lucchesiana
Biblioteca Lucchesiana

Continuando il nostro percorso, lungo la via Duomo si trovano la Biblioteca Lucchesiana, il Museo Diocesano (MUDIA) e la Cattedrale. La Biblioteca Lucchesiana fu eretta dal conte Andrea Lucchesi Palli, vescovo di Agrigento, come biblioteca personale, e donata agli agrigentini per volontà testamentaria. Fu  aperta al pubblico nel 1765. Scampata alla tragica frana del 1966 che colpì il cuore del centro storico, la Biblioteca Lucchesiana possiede oggi oltre 80 mila documenti, di cui la metà anteriori al 1800.

Immagine che rappresenta l'interno del Museo Diocesano
Museo Diocesano

Il Museo Diocesano dell’Arcidiocesi di Agrigento istituito nel 1872 dal vescovo Turano, presenta oggi un nuovo allestimento all’interno del settecentesco Palazzo Arcivescovile. La collezione esposta consente di seguire, in otto sale espositive, la storia della Diocesi agrigentina, a partire dalla rievangelizzazione cristiana, dopo la dominazione musulmana, avvenuta nel 1087 con la conquista normanna.

Immagine che rappresenta la Cattedrale di San Gerlando
Cattedrale di San Gerlando

La Cattedrale di San Gerlando fu edificata alla fine dell’XI secolo per volere di San Gerlando, primo vescovo normanno dopo la dominazione araba. Fu più volte restaurata a causa di disastri naturali, come la frana nel 1244 ed il terremoto nel 1693, che la danneggiarono notevolmente.
Ciò che giunge a noi è un insieme di rifacimenti alla struttura originale, con vari ritocchi di abbellimento, eseguiti nel corso dei secoli.
Così risultano visibili ed individuabili vari stili artistici, come quello arabo-normanno presente in alcuni elementi nella torre, quello gotico-chiaromontano nelle colonne a base ottagonale, quello rinascimentale presente nella facciata ed infine lo stile barocco negli stucchi e negli affreschi presenti all’interno della Cattedrale.

L'immagine rappresenta la facciata della Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Domenico

Scendendo verso Piazza Pirandello, è possibile visitare la Chiesa di San Domenico, che risponde perfettamente al prototipo dell’architettura barocca siciliana della prima metà del secolo XVII. La facciata è arricchita da un doppio ordine di scale. Un portale con timpano spezzato è ornato da un medaglione raffigurante la “Vergine del Rosario sorretta da una coppia di angeli”. Il campanile è insolitamente arretrato rispetto al prospetto principale ed è costituito da ceramiche di maiolica policrome. All’interno della chiesa, si trovano pregevoli tele del XVII secolo, tra cui la “Crocifissione” di Carmelo Buttafuoco. La chiesa era annessa ad un convento domenicano, ora sede del Municipio. Nel periodo in cui la Cattedrale di San Gerlando è rimasta chiusa al culto (dopo la rovinosa frana del 1966), la Chiesa di San Domenico ha funzionato come Concattedrale.

Immagine che rappresenta l'interno del Teatro Pirandello
Teatro Pirandello

Nelle immediate vicinanze della Chiesa di San Domenico, si trova il Teatro Luigi Pirandello, a cui si accede dall’ingresso del Palazzo del Municipio. Costruito nel 1870 da Giovan Battista Basile e Dionisio Sciascia, il Teatro è stato dedicato a Pirandello nel 1946. Il Teatro Pirandello è il terzo teatro, in ordine di grandezza, della Sicilia, dopo il Teatro Massimo di Palermo ed il Teatro Bellini di Catania. Splendidi dipinti dei pittori più noti dell’Ottocento ne ornano il soffitto ed il frontale dei palchi.

Immagine che rappresenta la Chiesa di San Lorenzo
Chiesa di San Lorenzo

Continuando a passeggiare lungo la via Atenea, è possibile ammirare diverse chiese e palazzi di interesse. Tra questi, è da citare la Chiesa di San Lorenzo, edificata nella seconda metà del secolo XVII su un’altra chiesa preesistente. La facciata barocca è caratterizzata da un imponente portale, fiancheggiato da due colonne tortili e da gruppi allegorici. L’interno, a navata unica, è arricchito da otto statue allegoriche, raffiguranti le “Virtù”, addossate alle pareti, realizzate da Michele e Giacomo Serpotta. Accanto alla facciata della chiesa, sotto un leone di pietra, si apre l’ingresso principale degli antichi ipogei, un sistema di gallerie ed acquedotti realizzati nel V secolo a.C. per l’approvvigionamento idrico.

Immagine che rappresenta la Chiesa dell'Immacolata
Chiesa dell’Immacolata

Da visitare è sicuramente anche il Convento Chiaramontano dei Francescani Minori: notevole il portale dell’Aula Capitolare, affiancato da due eleganti bifore; il convento è annesso alla Basilica dell’Immacolata. Gli spazi sottostanti la Basilica ed adiacenti al conventino chiaramontano, nel massimo rispetto artistico e religioso dei luoghi, sono diventati i prestigiosi spazi espositivi di FAM -“Fabbriche Chiaramontane, Arte Moderna Galleria Permanente”.

Immagine che rappresenta l'esterno del Monastero di Santo Spirito
Monastero di Santo Spirito

A pochi passi dalla via Atenea troviamo anche la Chiesa ed il Monastero di Santo Spirito. L’intero edificio ecclesiastico di cui fanno parte fu costruito nel XIII secolo dalla famiglia nobiliare Chiaramonte. L’interno della Chiesa di Santo Spirito è composto da un’unica navata, caratterizzata dal tipico stile medievale. L’intera area è decorata da pregevoli stucchi attribuiti a Giacomo Serpotta, tutte opere datate tra il 1704 ed il 1708. Sulla destra della Chiesa di Santo Spirito si ha l’accesso al Monastero, considerato uno fra i più belli e ricchi di tutta la Sicilia, per le opere d’arte che custodisce.

Immagine che rappresenta Porta di Ponte
Porta di Ponte

Proseguendo la nostra camminata sulla via Atenea,  si arriva a Porta di Ponte, la più importante porta della città di Agrigento, risalente al IX secolo. La Porta era sormontata da un arco gotico con lo stemma di Federico III d’Aragona. Fu completamente distrutta nel 1868 e ricostruita, senza l’arco, nello stile neoclassico, secondo il progetto di Raffaello Politi.

Immagine che rappresenta la Chiesa di San Calogero ad Agrigento
Chiesa di San Calogero

Altra tappa dell’itinerario proposto è la Chiesa di San Calogero, uno dei luoghi di culto cattolici, dedicati al santo, più importanti ed antichi di Agrigento. La chiesa di San Calogero risale ad un’epoca compresa tra il XIII ed il XIV secolo, periodo in cui la città di Agrigento era governata dalla famiglia Chiaramonte. La tradizione vuole che, nella medesima zona dove sorge la chiesa, abbia soggiornato, nel V secolo, il veneratissimo Santo, certamente il più amato dagli agrigentini, che, ogni anno, dalla prima alla seconda domenica di luglio, gli dedicano festeggiamenti che non hanno eguali, probabilmente, in nessun altro angolo del mondo.

Infine, vi consigliamo di concludere il percorso proposto facendo una passeggiata, al tramonto, lungo il Viale della Vittoria, splendido belvedere da cui si possono ammirare la Valle dei Templi ed il mare.